Le nostre radici

 

L’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia (A.N.P.d’I.) è un’Associazione d’Arma, con personalità giuridica, riconosciuta con il Decreto del Presidente della Repubblica n. 620 del 10 febbraio 1956.

L’Associazione è apartitica, non persegue fini di lucro ed ha per scopo:

  • l’amore e la fedeltà alla Patria;
  • la glorificazione dei paracadutisti caduti nell’adempimento del loro dovere, in guerra e in pace, perpetuandone la memoria;
  • l’esaltazione delle glorie della specialità e la celebrazione delle specifiche ricorrenze;
  • mantenere i vincoli di solidale collaborazione con le Forze Armate, esaltandone l’opera di difesa della Patria e di servizio della pace;
  • stabilire fecondi rapporti di amicizia e di aggregazione con gli appartenenti alle consorelle associazioni;
  • eventualmente affiancare o realizzare iniziative a favore della protezione civile;
  • fornire assistenza in ogni forma possibile ai soci;
  • assegnare borse di studio a livello nazionale, a soci bisognosi e meritevoli;
  • divulgare lo spirito, le tradizioni, le attività e la cronaca del paracadutismo italiano mediante la pubblicazione della specifica rivista “Folgore”, e del sito internet www.assopar.it, la stampa e distribuzione di testi di carattere storico e tecnico, lo svolgimento di conferenze;
  • collaborare con altri organismi aventi scopi o programmi comuni, tra cui l’Unione Europea dei Paracadutisti di cui l’Associazione è un membro fondatore.

 L’Associazione è composta da organi e sezioni. Gli organi dell’associazione sono:

  • l’Assemblea Nazionale, che è il massimo organo deliberativo e rappresenta la totalità dei soci. Essa è composta dal Presidente Nazionale, dai membri del Consiglio Nazionale, dalla Giunta Esecutiva Nazionale, dal Collegio Nazionale dei Sindaci Revisori, dal Collegio Nazionale dei Probiviri, dal Collegio dei Garanti e dai Presidenti di Sezione o loro delegati e si riunisce in sessione ordinaria almeno una volta l’anno. A questi organi spetta: proporre, indirizzare, coadiuvare e sorvegliare le numerose attività che svolgono tutte le Sezioni che fanno parte dell’Associazione.
  • Le Sezioni dalle quali dipendono le scuole di paracadutismo, appartenenti ai rispettivi Gruppi Regionali, sono il centro vitale dell’A.N.P.d’I. nelle quali si svolge l’attività associativa, paramilitare e sportiva. La sede della Sezione rappresenta il naturale punto d’incontro dei soci. Le oltre 130 Sezioni in cui l’Associazione è suddivisa, sono distribuite su tutto il territorio nazionale. Lì nascono i contatti tra paracadutisti - ex combattenti, in congedo, della riserva e in servizio - con le persone e i giovani che desiderano avvicinarsi alla nostra comunità. I paracadutisti delle Sezioni organizzano cerimonie commemorative, attività e gare lancistiche e sportive, competizioni di tiro e di pattuglie militari - per mantenere e migliorare l’addestramento degli appartenenti alla Specialità -, conferenze e riunioni conviviali, per cui ogni incontro offre l’opportunità di rievocare le glorie della specialità del paracadutismo militare, iniziare o proseguire l’attività paracadutista e fisica, cementare il cameratismo. Caratteristica distintiva delle sezioni A.N.P.d’I. sono i corsi di paracadutismo, aperti ai giovani e meno giovani di ambo i sessi, organizzati ed effettuati sotto la supervisione e in collaborazione con il Centro Addestramento Paracadutisti (C. A. Par.) della Brigata Paracadutisti “Folgore”.

L’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia è l’unico ente che cura, in ambito civile e su tutto il territorio nazionale, la disciplina e la conseguente attività paracadutista avente interesse militare. Questa attività si svolge in palestre appositamente attrezzate per trasferirsi sui campi di lancio dove gli allievi, a conclusione del corso di addestramento - sempre dedicato ad un caduto o ad un evento di rilevanza storica - conoscono l’emozione del primo lancio e, al termine del terzo, conseguono l’abilitazione al lancio militare. Un rito d’iniziazione, l’inizio di un percorso nuovo con il quale si entra a far parte dell’esigente e selettiva famiglia dei paracadutisti. All’attività paracadutistica di tipo militare si affianca, anche ai fini agonistici, quella svolta nelle scuole di paracadutismo A.N.P.d’I., dove singoli elementi o squadre, nelle varie discipline del paracadutismo sportivo con paracadute a profilo alare, gareggiano sempre e comunque sotto le insegne dell’Associazione. Ma sopra ogni cosa la Sezione pone i fondamentali fini associativi, che esulano dall’attività meramente sportiva: la Sezione è cellula vivificante di un’Associazione d’Arma, il suo carattere è “eminentemente patriottico”, per cui essa ha ragione di essere solo in quanto la sua attività sia finalizzata agli scopi dello Statuto.

Fin dalla sua nascita, ad opera di ex combattenti, sollecitati sia da giovani reduci dal servizio alle armi, sia da giovanissimi sui quali l’ardimento giocava un ruolo di primo piano, l’Associazione ha mirato ad un programma, a quel tempo ritenuto da molti utopistico, finalizzato al coinvolgimento di ben precisi settori dell’Esercito e dell’Aeronautica. Tale programma doveva trovare nel corso degli anni piena attuazione, grazie all’entusiasmo, non disgiunto da un ostinato impegno, dei nostri “Padri fondatori” e alla sensibilità dei vertici delle Autorità militari.

L’11 gennaio 1946 nasce così l’A.P.I. (Associazione Paracadutisti Italiani), che intuisce fin dai primordi quale potrà e dovrà essere il futuro di un’associazione paracadutisti, nonché i programmi irrinunciabili, per cui in questo spirito si inizia senza porre indugi: un’instancabile opera di proselitismo, suffragata dalla prima sperimentale attività lancistica. In poco tempo gli iscritti all’A.P.I. aumentano e nascono le prime Sezioni.

Il 20 giugno 1949 si tiene la prima Assemblea Nazionale dell’A.P.I.. In questa sede viene deciso lo scioglimento dell’A.P.I. e la costituzione di un “Comitato Coordinamento Attività Paracadutistica Civile”. Non inganni il termine “civile”, poiché anche in questa circostanza, i suoi promotori sanno che le loro radici affondano nel passato militare e in esso non vi è paracadutista, giovane od anziano, che non si riconosca. Il Comitato a un certo punto propone e fonda l’A.S.A. (Associazione Sport Aerei). Il “modus operandi” dei suoi vertici, lascia però intravedere una certa insofferenza per le tradizioni, per cui, com’era da attendersi, l’A.S.A. è indotta a chiudere i battenti, per lasciare spazio ad altro sodalizio, ossia alla F.I.P.C.S. (Federazione Italiana Paracadutismo Civile Sportivo) trasformatasi in seguito (su sollecitazione degli ex combattenti) in F.I.P.S. (Federazione Italiana Paracadutismo Sportivo).

Ma ai Paracadutisti italiani ed alla maggior parte dei loro dirigenti mal si addice il termine “sportivo”, il quale già di per sé induce a pensare ad un sodalizio di solo atleti. E’ una dicitura che alla maggioranza degli associati va stretta; né possono essere diversamente considerate le tradizioni di guerra vivissime. Nasce così l’Associazione Nazionale Paracadutisti (A.N.P.) che sarà finalmente riconosciuta quale associazione con DPR n° 629 del 10 febbraio 1956. Si realizza così il sogno di tutti quei Paracadutisti che a giusto titolo, reputano e intendono l’Associazione indiscussa filiazione dei reparti in armi. Quattro anni dopo il riconoscimento dell’Associazione dei parà come Associazione d’Arma, con analogo decreto presidenziale, l’Associazione assume l’attuale e definitiva denominazione di Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia (A.N.P.D’I.), della quale tutti i soci vanno a giusto titolo orgogliosi.

Nel 1960, l’Associazione comincia a creare le strutture alle quali da sempre aveva mirato. Nascono e si sviluppano, in spirito fraterno, i rapporti con i reparti in armi, i quali, con le loro esperienze e i loro supporti, concorrono a vivacizzare l’opera associativa. In tutta la penisola Si aprono nuove Sezioni che in breve tempo superano il centinaio e che raccolgono, accanto ai vecchi combattenti, i giovani provenienti dai reparti militari e i giovanissimi amanti dell’ardimento. Ogni Sezione considera ovviamente scopo primario il ricordo e l’esaltazione dei paracadutisti in guerra: quelli dell’Africa settentrionale, della Campagna d’Italia con i suoi combattenti sia del Nord sia del Sud il cui abbraccio, indice di fraternità, era avvenuto già nel lontano 1946 quando l’ombra delle contrastanti scelte di un infausto momento storico, era svanita nel ricordo delle comuni sofferenze.

Fedeli a questi principi, le Sezioni aprono le porte ai giovani, organizzano per loro corsi allievi paracadutisti alla conclusione dei quali, l’idoneità di ogni singolo aspirante sarà vagliata anche dal Centro Militare di Paracadutismo, in forza di una convenzione stipulata con lo S.M.E. e in seguito dalla SMIPAR (Scuola Militare di Paracadutismo) di Pisa, oggi divenuta C. A. Par. (Centro Addestramento Paracadutisti).

Da decenni la Brigata Paracadutisti “Folgore” mette a disposizione il materiale di lancio e il personale tecnico; la 46^ Brigata Aerea dell’Aeronautica Militare e l’Aviazione dell’Esercito, forniscono i velivoli. Così l’Associazione brevetta i suoi paracadutisti con un corso e con materiali delle stesse caratteristiche di quelli utilizzati dalle aviotruppe in armi. Ancora oggi, questo è possibile solo in Italia e solo con l’A.N.P.d’I.. Ma non è tutto. Per far fronte alle sempre maggiori esigenze, varie Sezioni pongono in essere un programma ancor più impegnativo: dopo la felice esperienza della prima Scuola Nazionale di Paracadutismo di Pavullo, dotata di un aereo dell’Associazione, aprono altre scuole e centri con propri materiali e aerei.

Oggi l'Associazione si articola su oltre 130 Sezioni distribuite sul territorio Nazionale e dispone di 8 Scuole di Paracadutismo.

Il Patrono della Specialità è San Michele Arcangelo che si solennizza il 29 settembre.

La Patrona dell’Associazione è Santa Gemma Galgani da Lucca, che si festeggia il 16 maggio.

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